Herling e il tarlo…

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Una delle cose che più mi piace dopo aver finito un libro è la “Curiosità”. La “Curiosità” è quel piccolo tarlo che ti circola nei pensieri, non è fastidioso intendiamoci, ma c’è e ogni tanto si palesa. Non importa che quella “cosa indefinita” che ti ha lasciato in dubbio sia o no attinente al tuo quotidiano e nemmeno che per questo sia vitale ma se spunta quando meno te lo aspetti, tra un pensiero e l’altro, perché non darle soddisfazione.
Herling sostiene che le forme che il male assume nella società sono molteplici. Ci tiene a precisare di appartenere alla corrente di pensiero “manichea” per la quale il “male” e il “bene” sussistono nella realtà senza dover dipendere uno dalla presenza dell’altro.

E nelle “Conversazioni sul male” cita testi e aforismi di filosofi, oratori, pensatori e scrittori che hanno affrontato il tema. Accenna anche ai suoi lavori, che provengono da un unico testo iniziale che si chiama “Diario scritto di notte” che per questioni di scelte editoriali in alcuni paesi è stampato e venduto nella versione integrale e in altri viene suddiviso in una serie di racconti, raggruppati fra loro, più la parte identificata come un diario, perché a questa forma di scrittura è più affine.

Quel che suggerisce con particolare insistenza è il fatto che ogni scritto mira a sviscerare le forme del male quasi a darne volta per volta una lettura differente; sembra suggerire che nei testi che cita nei suoi racconti, dove non è solo voce ma protagonista narrante, si trovi la chiave dell’ispirazione per la storia che sta scrivendo, anche se, può accadere, che le conclusioni fra ciò che ha ispirato la riflessione e l’effettivo svolgimento herlinghiano non arrivino alla medesima conclusione. Non si parlerà solo di rappresentazione del maligno, ma anche delle forme di autotutela della tradizione, in particolare Italiana, e di molto altro ancora. Herling affronta il discorso nelle più svariate declinazioni.

Visto che ho trovato questa particolarità estremamente “curiosa” ho deciso di verificare fin dove mi è possibile; pertanto tutti i libri, che faranno parte di questa ricerca, avranno come categoria “Gustaw Herling” e avranno informazioni sia della storia dell’autore cui si fa riferimento e sia dei testi che lui suggerisce. Medesima cosa sarà fatta anche per le note dove inserisco le citazioni dei parti che mi hanno più colpito.

Testo di partenza:
Variazioni sulle tenebre. Conversazioni sul male.
Gustaw Herling
L’ancora del Mediterraneo editrice, ed 2000

Simona Scravaglieri

Accumulatrice seriale di libri, amante di quelli particolarmente vecchi, continua ad avere una sola libreria organizzata di libri letti. Le altre? Che sia il caso a decidere che cosa leggerà di nuovo.

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