Persone normali, Sally Rooney – Definizione di normalità

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Il problema sta nel fatto che non c’è una regola fissa per definire la normalità, cosa significa dunque essere “Persone normali”? Il punto del libro di oggi sta proprio qui. Capire come rientrare almeno in una categoria quando, le precedenti, quelle con le quali siamo cresciuti, non valgono più. In un mondo che è in continua evoluzione, dove prima una società aveva almeno dei riferimenti, oggi ci ritroviamo a vivere in quella che, anni fa, Bauman descriveva come la “società liquida”; un luogo che, al netto del cambiamento, vive senza più riferimenti fissi ma si deve costruire la propria normalità su basi che possono cambiare in ogni momento.

Sally Rooney, autrice irlandese di Persone normali
Sally Rooney

Una storia di incontri e di perdite

E così Marianne e Connell si ritrovano, in un momento qualsiasi della loro vita in cui già si conoscevano, a scoprirsi innamorati, a cambiare città per l’università e a doversi poi confrontare con il mondo che affaccia o è già quello del lavoro. La loro storia è fatta di incontri e di perdite senza soluzione di continuità e anche il finale, che arriva inaspettato e senza essere una conclusione tradizionale ma in un certo senso definitiva, lascia pensare al lettore che non è finita tutta lì, ma che la storia potrebbe ancora ripetersi.

Non è un libro che precluda ad altri, niente finali aperti insomma, è solo funzionale al tipo di chiusura scelta: se scegli di finire in un momento qualsiasi, il finale arriverà quasi mozzando il fiato al lettore perché è stato brusco, oppure come succede in questo caso, sarà un finale più ragionato, descritto, che, seppur chiuda la vicenda -non definitivamente-, lasci intendere al lettore che quello che doveva essere il nostro interesse per questa storia finisce lì, e sebbene ci possa essere altro, ai fini del romanzo, è irrilevante.

Simona Scravaglieri

“Casualità” hornbiana

Dire che la scrittura della Rooney sia piacevole è dir poco; il suo approccio tranquillo e sicuro ricorda molto quello di Hornby dove l’interesse alla storia, che si sta svolgendo davanti agli occhi del lettore e dell’autore che la scrive, è funzionale al contorno che definisce l’ambito in cui questa si svolge. Lo sono la scelta “casuale” del momento in cui iniziare a raccontare e quella in cui smettere, e l’attenzione più al contorno che un interesse pedante sulle sinergie di coppia. Non è interessante per la scrittrice fissarsi sulla scelta ma sugli impatti che questa scelta produce sulle persone che vivono in prima persona o di rimando questo rapporto.

Ritratti generazionali

Vengono così alla luce particolari interessanti: anche questa generazione, sebbene profondamente diversa da quella di 30- 40 anni fa, vive alcune dinamiche nello stesso modo. Se oggi il mondo virtuale ha lo stesso peso di quello reale e i confini si stiano assottigliando (grazie soprattutto alle nuove applicazioni), dinamiche come la popolarità, la solitudine del singolo che non appartiene al gruppo, la frustrazione del non trovare un linguaggio comune per esprimersi o farsi accettare, sono questioni ancora presenti.

Manca quello che si definiva il senso della scoperta fatto di azioni irruente e non ragionate, che con la nuova generazione diventano invece occasione di sperimentazione: Connel e Marianne finiscono a letto ma stranamente non è una decisione presa in base agli ormoni giovanili o quel senso quasi animalesco di prendersi qualcosa che appartiene al mondo degli adulti. Loro, vanno a letto per conoscersi personalmente e capire chi sono e cosa vogliono, riscrivendo così anche delle regole nuove che si basano sì sul rispetto ma non più inteso come lo percepivamo noi. Il rispetto che prima era quello preteso per la propria persona, nella generazione attuale sembra aprirsi ad una concezione nuova, dove l’altro viene prima anche di noi.

La lunga ricerca alla scoperta di sé

Sono giovani Connell e Marianne, eppure si ritrovano spesso a domandarsi cosa sia normale e cosa non lo è; non si pongono il problema di capire chi diventeranno, nella società liquida questa certezza potrebbe continuare a cambiare, ma cercano un’aura di normalità a cui riferirsi in ogni cambiamento. E questa ricerca che dura tutto un libro avrà solo in parte una risposta, la loro risposta perché come detto in calce a questa recensione la normalità è più un “sentito” personale che un concetto scritto nella pietra, perché anche qui, la crescita, le cose della vita potrebbero cambiarci e con noi a cambiare sarebbe anche la nostra concezione di normalità.

Quindi la nostra storia di oggi mappa anche questa ricerca, a tratti annosa e complessa, che si snoda per tutto il tratto di percorso che ci è dato seguire. In un mondo in cui il singolo è portato a pensare a sé stesso, non solo come persona ma anche come un prodotto/azienda sulla quale investire per ottenere visibilità, anche il semplice rapportarsi con altri modi di vivere è complicato perché quel che vedi potrebbe rivelarsi solo una proiezione di un desiderio e non un’esigenza reale. Così Connell e Marianne si incontrano, si amano e si lasciano perpetrando un ciclo continuo che si ripete ma, ogni volta, oltre il dolore o la felicità, lascia anche una nuova informazione: chi sono, cosa vogliono, cosa li ferisce e cosa invece caratterizza quella generosità, a volte incomprensibile per chi non ha mai realmente amato, che si esprime con il lasciare andare qualcuno che ami ma che non puoi vivere.

In conclusione

Come ho detto al gruppo di lettura in cui è stato discusso questo libro, forse mi è piaciuto molto più per le sfumature, gli scorci, i suggerimenti sulla nuova generazione che per la storia di superficie che, come fu per altri come Nichols e Hornby sembra, ma appunto solo in superficie, molto semplice. Perché David Nichols? Perché la struttura di questo romanzo, appena aperto si palesa con una architettura fatta di date, di incontri e di vite che quando si sono lasciate scorrono parallele anche se sanno di appartenersi.

La serie TV è online

In Nichols, e più in particolare nel suo romanzo “Un giorno”, lo stacco è netto, i due protagonisti vivono sempre vite parallele incontrandosi una volta l’anno, mentre qui i tempi non hanno una cadenza regolare. Rimane però il fatto che, sembrando una vicenda all’apparenza molto semplice e complice questa scrittura scorrevole che regala al romanzo un bel ritmo, risulti molto piacevole e accattivante da leggere e, ad un certo punto, senza volerlo ti ritroverai naturalmente a fare il tifo per uno o l’altro dei protagonisti finendo poi per capirli entrambi con le loro fortune e sfortune nonché piccole nevrosi. Un lavoro eccellente che si è meritato anche una trasposizione televisiva in una serie TV che riporta lo stesso titolo e che è visibile su Rakuten.tv.

Una delle scene della serie TV

Un libro che non ricorda solo scrittori come Hornby e Nichols e che che affronta temi ancora oggi niente affatto semplici ma che svolge in tutta serenità regalando al lettore svago lasciandoci anche qualche riflessione. Un lavoro davvero imperdibile.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Persone normali
Sally Rooney
Einaudi Edizioni, ed. 2020
Prezzo 11,00€

Accumulatrice seriale di libri, amante di quelli particolarmente vecchi, continua ad avere una sola libreria organizzata di libri letti. Le altre? Che sia il caso a decidere che cosa leggerà di nuovo.

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