/

Buio e luce

Riconoscere il buio e la luce e cominciare a camminare

4 mins read
Start

Ammissioni

È così difficile ammettere a sé stessi e agli altri di essersi persi. Lo è talmente tanto da offuscare ogni pensiero da sminuire, ogni volta che hai voglia di scrivere, questo impeto riducendolo ad una insignificante necessità per un mondo che pensi ti stia lì a guardare ogni giorno che fai e che dici e invece è impegnato ogni giorno in altri posti e altri problemi. Scrivere, invece, è sempre stato un modo per mettere giù pensieri sparsi che improvvisamente prendono una forma reale. Editare è stato il momento finale di un brainstorming dove prendi tutte le idee e mano a mano, ragionandoci su, scarti quelle meno pertinenti al momento. Pubblicare è stato quell’attimo per dire “è così”, “è il mio così”: il mio punto di vista, il mio punto di partenza o quello di arrivo.

Il buio

Poi ad un certo punto è arrivato il buio e io né sono stata profondamente avvolta. Il buio può spaventare sulla carta perché molto spesso te lo descrivono così ma, quando si presenta, non è detto che sembri quello che è. È rassicurante, silenzioso direi anche accogliente. E tu ti ci abitui pian piano, prima rallenti qualche attività prevalente. Poi smetti di fare qualcosa dicendoti che “poi riprenderai”, che “hai bisogno di tempo per te” e, alla fine, il buio ti avvolge, convincendoti che, in fondo, tu lì ci stai da dio.

La luce

Ecco dopo anni di buio, io una lucina in fondo al tunnel la vedo ogni tanto brillare. A volte sparisce e a volte ritorna. Ad offuscarla ci sono le comodità del buio e del silenzio e ad attivarla solo quel senso di perdita che mi da il fatto di non permettermi di scrivere più. Pertanto iniziare è un modo per far sì che quella luce non rimanga un puntino in lontananza ma torni ad essere quella luce che tanto mi infastidiva quando avevo voglia di scrivere e mi impediva di vedere quello che scrivevo riflettendosi nello schermo.

Il mio “qui e ora”

Ho provato un po’ di tutto: bullet journaling, journaling, doodle e ogni altro. Sono tutti strumenti utili che mi permettono di essere più produttiva, focalizzata e mi obbligano ad essere nel dannatissimo “qui e ora” che tutti ripetono in maniera ossessiva, per poi rendermi conto, proprio stamattina, proprio ora che ho avuto l’istinto ad aprire la mia Dashboard e cliccare su “nuovo articolo” che il mio “qui e ora”, il mio planning, la mia bussola io ce l’avevo già ed è questo posto. Sono una blogger e ho voluto fortemente esserlo in passato e ho lavorato per questo. Negarlo sarebbe infinitamente più facile ma mi farebbe tornare nel mio buio.

E quindi

E quindi eccomi qui. A scrivermi la mia verità, con la promessa nel cuore di continuare a leggermi, perché farlo permette di mettere in discussione le proprie scelte per verificarle, perseguirle oppure avere l’onestà di lasciarle andare. E se questo sarà di aiuto a qualcuno che si è perso come me, che è nel suo buio e ne vuole uscire, ben venga. Ma se da qualche parte bisogna ricominciare, io lo faccio da qua. Ora. Con la paura di non mantenere nuovamente una promessa e la voglia di smentire quest’ultima affermazione.

Ciao

6 Comments

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Vuoti d'autore poco prima di scrivere qualcosa
Previous Story

Parente di Vasco, Massimiliano Parente - Storie di vuoti e non esistenze

person holding white ceramci be happy painted mug
Previous Story

Scrivere