
“Trilogia di New York” è etichettato come una raccolta di Detectives stories ma in effetti questa classificazione è un pretesto.
Non c’è ricerca di un omicidio o di un perché di un reato. C’è una ricerca sì, ma di altro genere. Lo scoprire il perché dell’essere: siamo in quanto persone a sé stanti, differenti per caratteristiche e caratteri, colori o pensieri. Oppure: siamo ed esistiamo solo in funzione della percezione che hanno di noi gli altri o di quella che noi abbiamo degli altri?
È un libro (perché non saprei catalogarlo non è saggio e nemmeno una serie racconti e quindi non c’è un genere che lo possa racchiudere) che ripercorre teorie e libri a volte utopici (è il 4° in due anni e il 2° in due mesi che fa riferimento al “Don Chisciotte” che ci sia un messaggio divino in ciò?) per osservare l’essere umano. Così le tre storie collegate fra di loro, si distinguono per poi ricollegarsi, hanno nomi ripetuti qui ed è come se in ogni pagina ci fosse dapprima un deja vu e poi una negazione dello stesso.
E’ più facile da rappresentare paradossalmente con una immagine.Per me questo libro è così:

E, nonostante la sua complessità, vale la pena proprio di leggerlo anche se non sarà una lettura leggera.
Trilogia di New York
Paul Auster
Einaudi, collana Super ET
Edizione 2005
Prezzo 11,50€









Beh, insomma il mondo è bello perchè è vario e c'è posto per tutti. Anche per i (sfortunati) lettori di Auster.
Mai letto in vita mia un libro così vacuo e inconcludente. Storie così senza capo nè coda da essere irritanti.
Lettura sconclusionata DOC.
Ciao Massimo, sapevo allora che sarebbe potuta non piacere come lo so anche oggi. Auster è così o lo odi o lo ami. In tutto questo c'è un lato divertente, tu non lo ami invece il Massimo che me lo ha regalato lo adora 😉
Benvenuto su letture sconclusionate, lettore sconclusionato e buona serata,
Simona