Il giorno di Natale, Luigi Pirandello, Laura Bonelli – La bellezza delle novelle

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Eh si avvicinano le vacanza di Natale e si pone l’annoso problema di cosa regalare? Non è un post da me, chiaramente, ma in questo caso riesco a coniugare questo tipo di esigenze con quelle mie di lettrice che legge disordinatamente ciò che le va indipendentemente dal periodo dell’anno in cui lo fa. Oggi è uscito un libretto molto bello che io ho cercato di leggere per motivazioni diverse da quelle legate al tema: c’era dentro il racconto di Laura Bonelli. L’ho incontrata due volte una in fiera e qualche tempo prima in una presentazione in cui, confrontandosi con l’autore, ci raccontava le motivazioni per leggere un romanzo ne sottolineava i punti chiave cui far caso. In quella occasione non solo aveva carpito la mia attenzione ma era riuscita a valorizzare anche le intenzioni del collega mettendolo a suo agio nella lunga conversazione. Anche con Pirandello ha fatto la sua magia. Questa raccolta si compone di due racconti, veloci, dei piccoli camei che fugacemente ti parlano di vite, intenzioni ed emozioni legate sì al periodo natalizio ma prima ancora all’umana natura. Non si soffermano troppo, non disegnano inutili ghirigori, l’intenzione è quella di utilizzare l’attenzione di un lettore troppo impegnato o magari svogliato, coinvolgendolo con poche pagine in una vita e in una evoluzione del personaggio cui appartiene.

Quindi, quando mi è arrivata la notizia che Laura era stata scelta per questa collana così particolare, che ogni anno, di questo periodo, pubblica un libro con un racconto proveniente dal passato e uno contemporaneo, beh sinceramente, non ho potuto non cercarlo.
Di Pirandello ho amato il pensiero e l’indagine nell’animo umano e del suo rapporto con il mondo esterno, ma ho non mai apprezzato la scrittura non sempre fluida; ricordo momenti di stasi talmente lunghi da farmi desiderare di leggere piuttosto un libro di barzellette o un Harmony! E invece, stavolta, il racconto tratto da una rivista diretta da Luigi Capuana, I Galletti del bottaio, è talmente divertente e sincero da farlo sembrare quasi una edulcorata novella boccaccesca o giù di lì.
Ti capita quasi di vederlo mentre alza l’angolo della bocca in una smorfia divertita mentre gestisce il fitto dialogo fra i suoi personaggi. Questa moglie di sapore medievale, con i suoi modi, che vuole per forza fare un Natale con il marito da sola. Lo vuole proprio tutto per sé mentre lui è un compagnone: se mette il naso fuori di casa puoi star sicuro che qualcuno se lo porta dietro! Lui non lo fa per rifiutarla, ma lei percepisce il contrario, lei cerca intimità quando lui vorrebbe condividere la convivialità della festa. Una vera delizia!

Dall’altro lato c’è il racconto di Laura Bonelli, di sapore decisamente più contemporaneo che è a suo modo, un sintetico racconto di formazione, che si svolge tutto su un odio smisurato del protagonista verso il presepe, non tanto inteso come immagine religiosa ma come un fugace esercizio di cui non si spiega l’utilità. Un lavorio intenso di preparazione, allestimento e organizzazione che si rivela fatuo di cui Clemente, nonostante sua madre lo adori, proprio non si capacita. La storia scorre fluida verso una evoluzione del personaggio quasi inaspettata nel suo svolgimento ma decisamente pertinente. Non c’è leziosità e nemmeno una parola fuori posto: ogni descrizione concorre a costruire il monte di una visione negativa che è necessario scavalcare per trovare la luce di una verità svelata che ci fa guardare a quel che abbiamo davanti con nuovi occhi. E prima che alziate gli occhi al cielo, no, non c’è la lezione del buon figliol prodigo perché se mi devo basare solo su questo libro, sembra che il tema della collana non sia legato alla buona azione ma al saper ascoltare le emozioni, che a Natale, vuoi per il periodo, per gli allestimenti, per gli incontri e per il significato della festa si fanno protagoniste delle nostre vite. Le lezioni di vita lasciamole fare ad altri!

Ecco, i due autori stanno bene insieme perché dotati della stessa eleganza e di quella naturale predisposizione alla gentilezza. Una prosa semplice e di facile lettura. I protagonisti di queste storie non riescono a farsi capire dai loro interlocutori finché non vengono messi alle strette e devono tradurre pragmaticamente le emozioni che li tormentano per riuscire a superare l’ostacolo. L’insieme viene però raccontato in forma di semplice novella a metà fra il racconto impegnato e la fiaba che spesso si associa ai racconti del periodo e di questo genere. Sono piacevoli, ricercati nella scrittura, senza tralasciare la scorrevolezza; sono quelle storie che leggi e che ti lasciano un buon sapore in bocca e il cuore un po’ più leggero.

Credo che questo sia un libro adatto a grandi e piccini, uno di quei deliziosi camei da regalare tranquillamente perché non possono essere che cose gradite. Piccolo, si legge davvero con poco, è introdotto da una poesia di Emiliano De Marco e l’insieme, poesia più racconti, non supera forse nemmeno le sessanta pagine. Quindi andrà bene anche per i lettori pigri. Ora a me non rimane altro da fare che andare a cercare altre libri scritti da Laura!

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Il giorno di Natale
Luigi Pirandello, Laura Bonelli
Graphe edizioni, ed. 2019
Collana “Natale ieri e oggi”
Prezzo 6,00€

Simona Scravaglieri

Accumulatrice seriale di libri, amante di quelli particolarmente vecchi, continua ad avere una sola libreria organizzata di libri letti. Le altre? Che sia il caso a decidere che cosa leggerà di nuovo.

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