La prima volta che ho sentito parlare di questo autore è stato nello speciale “La bellezza e l’inferno” della trasmissione “Che tempo che fa” di Fazio su Rai tre (andata in onda l’11/11/2009) e condotta da lui e da Saviano. (per chi non avesse potuto seguirla il contenuto e’ disponibile su Youtube per esempio qui Dal minuto 2:49).
La trasmissione era incentrata sul potere della parola, si ripercorrevano una serie di testi di scrittori e poeti che per i loro scritti o per i loro reportage o per le battaglie che hanno combattuto sono stati perseguitati e anche uccisi dai vari potenti perché era l’unico modo di far tacere il messaggio.
Una storia dimenticata di un nigeriano che si batteva per i nigeriani
Così Ken Saro-Wiwa moriva nel 2005 in concomitanza con i mondiali; mentre la Nigeria combatteva a forza di calci a un pallone per la qualificazione, il potere nigeriano con un sommario ulteriore processo senza nemmeno l’ammissione di un difensore condannava all’impiccagione un uomo che si era battuto per i diritti dei nigeriani, che fu impiccato ben 5 volte prima che fosse veramente morto (perché non sapevano fare il nodo correttamente).
Quest’ultima immagine mi è rimasta veramente impressa.
Così ho comperato i libri che ha nominato Roberto Saviano un po’ per curiosità, un po’ perché veramente in materia non sono molto informata e quale migliore occasione per rimediare!
Il libro
Intanto: e’ un libro fuori degli schemi ed al contempo estremamente classico.
L’uomo che si scontra con la dura realtà. Non è un libro che parla di una guerra in particolare, anche se l’indicazione è quella del Biafra che sconvolse e martoriò quella terra dal 1967 al 1970, ma è applicabile a qualsiasi guerra.
Sozaboy, si chiama Mene vive a Duncana che al confine del mondo. Nonostante sia un apprendista autista e quindi abbia la possibilità di vedere un pezzetto di mondo in più rispetto ai propri concittadini, ha vissuto in un mondo avulso dalle cattiverie del mondo e dalla politica. Il massimo della politica che vede è nel capo villaggio e nei poliziotti che si “pappano” le mazzette.

Mene si innamora sente e capisce con le chiacchiere del paese, o quelle dei militari che stanno arrivando i “casini” e ad un certo punto, spinto dalla moglie e dalla sua voglia di indossare le uniformi lucenti e di riportare il sale per cucinare al villaggio ad arruolarsi, ma non sa perché combatte. “Sozaboy” che letteralmente dovrebbe significare ragazzo soldato è il soprannome che gli hanno dato nel villaggio quando ha manifestato le sue intenzioni. Lui sa che deve combattere una guerra, ma non sa il perché.
La guerra è sempre la guerra
Quello che sa di questo conflitto è che “la guerra è sempre la guerra” che un bravo Soza Soldato deve fare quello che gli dicono senza lagnarsi. Ma, al contempo, non capisce perché il nemico, prima lo combatte e poi lo cura, se la guerra è in atto oppure sta finendo. Non capisce anche perché dio possa aver permesso che tanta gente finisse nei campi profughi che tutto sembrano avere tranne l’assistenza alle persone e agli infermi.
Un libro che parla agli uomini di temi importanti
È un libro triste e al contempo necessario perché in un linguaggio tanto semplice pare non essere difficile spiegare ad un uomo cosa passano i suoi simili così tanto lontani nello spazio ma così vicini nel modo di vivere, mangiare, lavorare, giocare, innamorarsi etc. È così che Ken Saro-WiWa attraverso gli occhi e i pensieri di Sozaboy, che ha imparato in fretta che i pensieri non sempre e’ bene tradurli in parole, racconta un pezzo di storia dalla parte dei deboli, mai toccando però i potenti sulle questioni politiche ma solo nella cattiveria e nell’avarizia.
E’ un libro che non si può non leggere!
Buone letture,
Simona Scravaglieri
Sozaboy
Ken Saro-Wiwa
Baldini&Castaldi Editori
Prezzo 14,00€








