Un gioco da bambini, J.C. Ballard – Nomadismi psicologici attraverso l’evoluzione moderna dell’io

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“Attraversare il presente, riconoscere la molteplicità delle possibilità che esso contiene, e’ esercizio del nomadismo, inclinazione tesa ad interrogare il divenire” Da Millepiani n°6 Come alcuni dei libri che leggo, non è un libro “scelto” da me, ma è “stato scelto per me” da un carissimo amico che come sempre riesce a stupirmi. Più che un libro, potremmo definirlo un racconto, anche breve a dirla tutta, sono soltanto 92 pagine. Ma è decisamente intenso e quella che e’ riportata sopra e’ la definizione più vicina all’immagine che ti viene restituita mentre lo leggi.

La storia si racconta in poco. Un omicidio di massa in un quartiere dabbene di Londra. Tutti gli abitanti adulti, che siano proprietari, domestici, guardie o docenti privati, sono stati uccisi in vari modi. I figli dei proprietari tutti fra gli 8 e i 18 anni sono scomparsi, nessuno apparentemente chiede riscatti, non si ha traccia di vendita di medicine particolari e nemmeno se ne sono ritrovati i corpi. Alle indagini di Scotland Yard che non portano nessun risultato di rilievo ad un caso così grave da essere rimbalzato sulle cronache mondiali, viene chiesto l’aiuto di vari esperti di psicologia. Un assassino? Più di uno? Come ha fatto ad introdursi in un complesso cosi’ superprotetto? Dove sono finiti i ragazzi? Perché non ci sono rivendicazioni?

Tante domande, analizzate con un ritmo incalzante fino alla fine. Non dico altro, ma solo che è un libro veramente accattivante e decisamente noir.

Un gioco da bambini
J.C. Ballard
Feltrinelli Editore, ed. 2007
prezzo 7,00€

Simona Scravaglieri

Accumulatrice seriale di libri, amante di quelli particolarmente vecchi, continua ad avere una sola libreria organizzata di libri letti. Le altre? Che sia il caso a decidere che cosa leggerà di nuovo.

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