[Dal libro che sto leggendo] Don Ildebrando e altri racconti

1 min read
Start

“Una frase sentita da qualcuno, ronza come una vespa, non si lascia scacciare. Quanto più è petulante nel suo girare e nel suo ronzio, tanto più irrita. “Restare faccia a faccia con la solitudine”, probabilmente non era la prima volta che mi imbattevo in quella formulazione del genere, eppure in bocca a don Fausto mi aveva colpito. Mi restò appiccicata in mente per tutto il tempo del viaggio fino a Montenero, con una ostinazione tale che a tratti mi arrivavano brani della conversazione in automobile [..]
Segreti della parola parlata e scritta! Non cambia il suo suono nel parlato e né la disposizione delle lettere nello scritto. Ma si arricchisce immediatamente o gradualmente di involucri che sono l’esatto corrispondente delle sfumature nei quadri, nei loro colori e nelle loro composizioni figurative, quando li guardiamo da diversi punti di vista. Miracolosa è la ricchezza semantica delle stesse parole, miracolosa come la diversità delle medesime espressioni pittoriche. Comunichiamo per sfumature, a volte simili ai ciechi che decifrano le forme con dita sensibili o ai sordomuti che sentono più plasticamente di noi grazie alla lettura delle labbra altrui.”

Don Ildebrando e altri racconti, Gustaw Herling (Feltrinelli)
 

Simona Scravaglieri

Accumulatrice seriale di libri, amante di quelli particolarmente vecchi, continua ad avere una sola libreria organizzata di libri letti. Le altre? Che sia il caso a decidere che cosa leggerà di nuovo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

"Variazioni sulle tenebre. Conversazione sul male", Gustaw Herling - Conversazioni sul male..

Previous Story

"Scorre la Senna", Fred Vargas - Noir... decisamente noir