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Dal libro che sto leggendo: La verità sul caso Harry Quebert, Joel Dicker

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Ad una amica che mi aveva parlato de La verità sul caso Harry Quebert, presentato in giro come “caso dell’anno”, avevo risposto che non l’avrei comprato per nulla al mondo; poi, invece, mi sono lasciata convincere da un’altra amica mentre, a conti fatti, avrei fatto bene a seguire il mio istinto!

L’unico primato: come ammazza le storie Dicker, nessuno mai!

La recensione di questo libro non sarà affatto positiva (Bompiani perché mi fai ciò!!!), questo autore ha un unico primato è riuscito ad ammazzare la sua idea che poteva portare ad un thriller eccezionale trasformandolo in un mattone (770 pagine) dove, il vuoto pneumatico, regna sovrano al pari della continua ripetizione della scena iniziale.

I protagonisti la raccontano come fosse accaduta oggi, poi al passato quindi la rileggono dai verbali (sempre allo stesso modo) e, come se proprio non fossero convinti che tutto ciò non sia bastato al povero lettore per impararla a memoria, ogni volta che la ricordano la ripropongono para para nuovamente fra le pagine di questo tomo. Tutte queste ripetizioni fanno sì che un thriller vincente da 220 pagine sia divenuto un non-so-che di 770!

Come se non bastasse poi La verità sul caso Harry Quebert non è un thriller!

Non si limita solo a questo: il libro in questione è un “thriller” (anche se la definizione è scorretta) dove non è prevista la partecipazione del lettore. Perché gli indizi, che vengono elencati almeno fino a tre quarti del libro, non servono a nulla e nell’ultima parte sono inseriti nella soluzione quindi al lettore non rimane altro che subire. 

La storia iniziale sta tutta nelle poche righe che vi ho riportato. E’ costruito all’americana con un prologo che va indietro nel tempo, ovvero nel 1975, seguito da un capitolo che invece riporta ai giorni nostri (2008 mi sembra).

So che a molti è piaciuto ma non lo consiglierei nemmeno al mio peggior nemico! Frattanto colgo l’occasione per ringraziare tutti per la raggiunta quota di 100.000 visualizzazioni!
Sono commossa e vi ringrazio di cuore,
Simona Scravaglieri 


Il giorno della scomparsa

(Sabato 30 agosto 1975)

“Centrale di polizia, qual è il suo problema?”
“Mi chiamo Deborah Cooper, abito in Side Creek Lane. Credo di avere appena visto una ragazza inseguita da un uomo nella foresta.”
“Cos’è successo esattamente?”
“Non lo so! Ero affacciata alla finestra, stavo guardando verso la foresta, e a un certo punto ho visto questa ragazza correre in mezzo agli alberi. Dietro di lei c’era un uomo… Credo che stesse tentando di sfuggirgli”
“Dove si trovano in questo momento?”
“Non… Non riesco più a vederli. Sono dentro la foresta”
“Mando subito una pattuglia, signora”
Fu quella telefonata a dare l’inizio alla vicenda che turbò la città di Aurora, nel New Hampshire. Quel giorno, Nola Kellergan, una ragazza del posto di quindici anni, scomparve. Non venne più ritrovata.  


La recensione, nel caso foste curiosi: La verità sul caso Harry Quebert

Questo pezzo è tratto da:

La verità sul caso Harry Quebert
Joel Dicker
Bompiani Editore, Ed. 2013
Collana “Narratori stranieri”
Prezzo 19,50€  

Accumulatrice seriale di libri, amante di quelli particolarmente vecchi, continua ad avere una sola libreria organizzata di libri letti. Le altre? Che sia il caso a decidere che cosa leggerà di nuovo.

9 Comments

  1. E' stata una vera sofferenza leggerlo. Lo stile è quello di quei libroni norvegesi, scandinavi etc.
    La differenza sta nel fatto che quelli si perdono in descrizioni inutili ricamandoci come stessero facendo il “Puncetto valsesiano”, costui invece ripete sempre la stessa scena!
    Ed è un vero peccato perché quel libro ha una rilegatura morbida fantastica! Mannaggia!
    Simona

  2. Arrivo ad ipotizzare che se avesse tralasciato il superfluo, probabilmente a 220 pagine quel prezzo le valeva. Così vale meno della metà!
    E la cosa più preoccupante è che lo hanno anche premiato in Francia! Cosa assurda ma interessante da sapere perché vuol dire che, non solo in Italia, si premia ciò che non si legge! Mal comune mezzo gaudio :
    Simona

  3. Riporto i commenti che in modo sparso ho postato sul mio profilo FB:
    A 200 pagine dalla fine il caso di Harry Quebert si fa interessante… Volevo dormire presto ieri e invece non mi staccavo. Ora mi chiedo: il caro Dicker non poteva risparmiarmi 500 pp di fregnacce e andare dritto al sodo? Come sto dicendo da più parti, il romanzo è una gran furbata, strizza l'occhio a tutti. A chi piace da subito, a chi scopre la furbata alla fine e decide che si può riabilitare. A me non è piaciuto per 500 pp perchè le storie d'amore sdolcinate mi disgustano e tutto quel parlar di dolcezze e svenevolezze mi ha fatto salire la glicemia. poi però le ultime 200 pp sono travolgenti e capisci il perchè di tante smancerie all'inizio. Poteva farla un po' più breve, però!
    Alla fine mi è proprio piaciuto, l'ho divorato. E devo dare ragione a mio marito, che saggiamente è stato zitto tutto questo tempo e ha aspettato che finissi di leggerlo. Per dirmi poi stamattina che a lui, per certi versi, ha ricordato alcuni film di Quentin Tarantino, di cui è grande estimatore: dice che in questo romanzo, nello stile di Tarantino, lo scrittore ti presenta alcune scene che tu vedi in un certo modo, per poi ribaltare dopo un po' il punto di vista e farti rivedere la stessa scena da un'altra prospettiva, che spesso cambia tutto.
    PS. Simona, mio marito ha letto la tua recensione (me lo ha svelato stamattina, io nemmeno lo sapevo) e mi ha detto che vabbè, non è certo una grande opera letteraria, ma… “la tua amica Simona lo stronca senza appello, eh!”

  4. Non svelo nulla…ma a dì a tuo marito che questo era solo un assaggio!

    In fondo confermi ciò che ho detto, ovvero che le 500 pagine in più non servono a nulla e per il mio pensiero del genere thriller, con tutto questo materiale in più inservibile, il lavoro viene irrimediabilmente rovinato. Il genere prevederebbe un lavoro ad effetto; ma “l'effetto” è un'arma a doppio taglio, perché se l'allunghi ottieni l'effetto opposto.

    Posso dire solo una cosa, anche a Ginevra nevica tanto! 😀
    Baci, Simo

  5. Ciao Simona, sei simpaticissima, mi sono sbellicata dalle risate. Non dimenticare che nel mondo dei lettori, ci sono i “modaioli”, sono capaci di creare “mostri”, fare avere successi indicibili a personaggi e scrittori, che a mio avviso, non sono e non saranno mai quel fenomeno letterario che riecheggia nell'eternità, e invece, succede sempre più spesso. E' anche vero che io ho i gusti strani, quello che pensi tu per questo libro, io lo penso di “Anna Karenina”, quindi non sono attendibile, sta di fatto, che ho letto migliaia di libri in vita mia e sono diventata esigente, forse è un po' quello che accade a te 😉

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