[Dal libro che sto leggendo] Shakespeare scriveva per soldi

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Ho scelto in questo caso di inserirvi questo pezzo in particolare non solo perché è quello da cui hanno preso il titolo del libro, ma anche perché apre a delle riflessioni. Essendo un libro di commenti ad altri libri, sotto, oltre ai riferimenti classici, avete anche quelli dei due testi ai quali Hornby fa riferimento che, ahimè, non sono mai stati tradotti in lingua italiana.

Buone letture,
Simona Scravaglieri


Vi dicevo di insospettirvi se vi avessi consigliato un libro che vi sembra palloso. Be’, fidatevi, 1599 di James Shapiro non rientra nella categoria. È un libro bellissimo, affascinante, illuminante e originale (insomma, non ho mai letto niente di simile nonostante gli anni passati a divorare biografie su Shakespeare), pieno di cose con cui stupire, edificare ed erudire gli amici. Il 19599 è l’anno in cui Shakespeare concluse l’ “Enrico V“, scrisse “Come vi piace” e concepì l’ “Amleto“. (Il libro di Shapiro mi attirava i parte perchè il mio 2006 era stato altrettanto produttivo- anche se, a differenza di Shakespeare, io penso di più alla qualità che alla quantità, probabilmente perché io ho un occhio di riguardo per i posteri.) Shapiro colloca queste tre opere nel loro contesto e allo stesso tempo cerca di ricostruire, da ogni fonte a disposizione, gli spostamenti, le ansie e gli interessi di Shakespeare. Sia il “Giulio Cesare” sia l’ “Enrico V” appaiono più legati al conflitto Inghilterra e Irlanda di quanto potessimo sperare di capire senza i lumi esperti di Shapiro; la sezione sull’Amleto contiene un’estesa descrizione, lucida e sobria, di come i “Saggi” di Montaigne abbiano influito sui monologhi del protagonista. 1599 dovrebbe diventare la prima tappa di chiunque insegni o studi una qualsiasi di queste 4 opere, ma va bene anche per tutti gli altri. Per amare questo libro basta nutrire interesse per una cosa sola: come e perché si scrive.
Il perché è relativamente semplice: Shakespeare scriveva per soldi. Doveva mantenere una moglie, un teatro nuovo e una compagnia numerosa, oltre ad affrontare la spaventosa competizione delle altre compagnie. Il come è più sfuggente, anche se Shapiro è tanto bravo da accumulare fonti e ispirazioni da far quasi trascurare l’assenza di Shakespeare uomo che rimane u pò un mistero.
Claire Tomalin e James Shapiro prendono due strade diverse per arrivare al loro scrittore: ovviamente nel libro della Tomalin c’è erudizione, ma a lei interessa più la psicologia di Hardy, oltre all’esercizio del proprio acume e della propria sensibilità critica, che non la storia. Entrambi i libri, però, esemplificano la capacità di approfondire la conoscenza e l’apprezzamento dell’opera, il gusto di riuscire a illustrare le righe sulla pagina. Siamo fortunati ad avere qui e ora questi scrittori al loro meglio.

Il libro da cui è preso l’estratto:
Shakespeare scriveva per soldi
Nick Hornby
Guanda Editore, ed 2009
Collana “Le fenici tascabili”
Prezzo 8,00€

Per i libri citati nel pezzo trascritto:
1599: A year in the life of William Shakespeare
James Shapiro
Libro non disponibile in lingua italiana
Faber&Faber Editore, ed.2006
Prezzo 12,03€

 
Thomas Hardy: The Time-Torn Man
Claire Tomalin
Anche questo non disponibile in italiano
Penguin Group Edizioni, ed 2006
Prezzo 10,88€

Simona Scravaglieri

Accumulatrice seriale di libri, amante di quelli particolarmente vecchi, continua ad avere una sola libreria organizzata di libri letti. Le altre? Che sia il caso a decidere che cosa leggerà di nuovo.

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