Non chiederci la parola…

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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti:
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Eugenio Montale [da Ossi di seppia, 1925]

 

Simona Scravaglieri

Accumulatrice seriale di libri, amante di quelli particolarmente vecchi, continua ad avere una sola libreria organizzata di libri letti. Le altre? Che sia il caso a decidere che cosa leggerà di nuovo.

2 Comments

  1. …”ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.” e, a distanza di tre anni (fra tre giorni, lo so…), si va delineando, per reazione uguale e contraria, ciò che vuoi e questo sito ne è testimone. Auguri per questi tre anni di crescente determinazione.
    Un abbraccio,
    Emmanuel

    P.S. che figo, sono il primo a lasciare il commento sul primo post del blog! E poi, hai notato che tempismo? Volevo aspetare ancora tre giorni, ma non ho resistito e la paura che qualcun'altro avrebbe potuto soffiarmi quest'occasione mi ha fatto agire immediatamente, come un bambino eccitato dall'idea appena pensata 😀

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